Il tema è quello di sempre, ma nel 2026 ha due fronti nuovi: una proposta di regolamento europeo sulla tutela dei minori online, che dedica un articolo ai giochi, e nuovi criteri di classificazione PEGI che tengono conto di acquisti in gioco e meccaniche di ritorno. Vediamo che cosa dicono davvero i testi, e che cosa è ancora solo una proposta.

La proposta europea: a che punto è

Il 17 settembre 2026 la Commissione europea ha presentato la proposta di regolamento COM(2026) 681 sulla tutela dei minori online. Non è ancora legge: serve l'approvazione di Parlamento europeo e Consiglio. Il testo stabilisce che il regolamento entri in vigore il ventesimo giorno dopo la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea e si applichi sei mesi dopo l'entrata in vigore.

L'articolo 15: obblighi per i giochi online

L'articolo 15 chiede ai fornitori di giochi online di adottare misure per un alto livello di privacy, sicurezza e protezione dei minori. Almeno:

  • niente incentivi all'uso compulsivo o eccessivo da parte dei minori, applicando le regole sul design che crea dipendenza (articolo 9), tra cui quelle contro le meccaniche che premiano chi gioca a orari regolari o più spesso, anche con penalità o perdita di vantaggi per chi non lo fa;
  • impostazioni dei minori ad alto livello di privacy e sicurezza per impostazione predefinita (articolo 11);
  • contatti tra minori e altri utenti soggetti a garanzie di sicurezza (articolo 12);
  • strumenti per i genitori o tutori obbligatori (articolo 20), e per i minori di 13 anni l'accesso ai giochi online abilitato e controllato solo tramite questi strumenti.

Ci sono poi due ulteriori previsioni: i fornitori devono mettere in atto garanzie per evitare che il gioco sia usato per attirare i minori verso contatti su altri servizi che possono rappresentare un rischio, e le piattaforme che permettono agli utenti di creare e pubblicare videogiochi devono dotarsi delle misure necessarie perché anche quei giochi rispettino gli obblighi.

Gli strumenti per i tutori

L'articolo 20 descrive come devono essere gli strumenti di controllo: adatti all'età del minore, facili da usare e da attivare, modificabili solo con lo stesso livello di autorizzazione richiesto per attivarli, efficaci e non facili da aggirare, senza restrizioni sproporzionate dei diritti dei minori e rispettosi della loro autonomia e privacy. Devono includere misure per limitare il tempo di accesso, la gestione delle impostazioni e un modo per segnalare contenuti o comportamenti ritenuti dannosi. Il minore deve essere informato quando uno strumento è in uso.

Gli store di applicazioni

L'articolo 16 riguarda i negozi di applicazioni. Devono:

  • avere un sistema di classificazione per età per ogni applicazione offerta;
  • non consentire ai minori di accedere o acquistare applicazioni non adatte alla loro età secondo quel sistema;
  • verificare l'età dell'utente, anche usando gli strumenti per i tutori, e per i minori di 13 anni consentire l'accesso solo tramite questi strumenti;
  • rendere pubbliche, in modo chiaro, metodologia, criteri e fonti usati per la classificazione;
  • consentire la soluzione europea di verifica dell'età.

Codici di condotta

L'articolo 17 incarica la Commissione di incoraggiare codici di condotta a livello europeo, con il coinvolgimento di store, sviluppatori, sistemi di classificazione per età, organizzazioni che rappresentano i minori e autorità. Devono definire criteri comuni per valutare l'adeguatezza dei contenuti rispetto all'età, in particolare per contenuti violenti, sessuali, legati al gioco d'azzardo e all'autolesionismo, e per acquisti in-app, rischi di contatto e funzioni che creano dipendenza. Per i giochi online devono indicare misure per dare attuazione agli obblighi dell'articolo 15, anche sulla base dei sistemi di classificazione europei esistenti, compresi i criteri su funzioni interattive e pratiche di monetizzazione. I fornitori che aderiscono a un codice ritenuto adeguato dalla Commissione possono usarlo per dimostrare la conformità.

Chi controlla

Per i giochi online che sono videogiochi, l'articolo 34 prevede che ogni Stato membro individui un'autorità competente per la vigilanza e l'applicazione dell'articolo 15. Le sanzioni sono definite dagli Stati membri; la competenza esclusiva spetta all'autorità dello Stato in cui ha sede principale il fornitore. Per le piattaforme di gioco, valgono invece le regole di controllo e sanzione del regolamento sui servizi digitali.

Cosa cambia con PEGI

PEGI, il sistema europeo di classificazione per età, ha aggiunto dal giugno 2026 nuove categorie di rischio interattivo. Secondo i nuovi criteri:

ElementoClassificazione
Offerte limitate nel tempo o nelle quantità (acquisti in gioco)PEGI 12
Meccaniche blockchain o NFTPEGI 18
Oggetti casuali a pagamento (loot box)PEGI 16 di base, in alcuni casi PEGI 18
Incentivi al ritorno (missioni giornaliere, serie di accessi)almeno PEGI 7
Penalità per chi non torna a giocarealmeno PEGI 12
Comunicazione online completamente liberaPEGI 18

Queste caratteristiche possono quindi far salire automaticamente la classificazione di un gioco.

Cosa possono fare i genitori adesso

Finché la proposta non diventa legge, restano gli strumenti che esistono già:

  • leggere la classificazione PEGI e i descrittori prima dell'acquisto, tenendo conto dei nuovi criteri su acquisti e comunicazione;
  • usare il controllo parentale di console, PC e store: limiti di tempo, spesa e chat;
  • disattivare o limitare gli acquisti in gioco e proteggere i pagamenti con una password;
  • parlare con i figli di chi possono contattare online e di che cosa fare se qualcuno insiste.

Per chi sviluppa o pubblica giochi e app

Se pubblichi giochi online o app rivolte anche ai minori, conviene già oggi verificare tre cose: come sono presentati acquisti e ricompense a ritorno quotidiano, quali impostazioni sono attive per default per gli utenti minorenni e come funziona la comunicazione tra giocatori. La proposta è ancora in discussione e il testo finale potrebbe cambiare, ma le richieste su questi punti sono già chiare.

Leggi anche: le uscite di ottobre 2026.

Questo articolo ha scopo informativo: per il testo vincolante fa fede il regolamento definitivo, una volta adottato.

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