Le sale LAN, i locali dove si gioca in rete su computer e console, potrebbero avere per la prima volta regole proprie. Le prevede l'articolo 25 del disegno di legge di Bilancio 2027, che per questi locali introduce un'autorizzazione e un'imposta calcolata su ogni postazione. Per ora è un testo in discussione, non una legge.

A che punto è

Il testo è stato verificato dalla Ragioneria dello Stato, firmato dal Presidente della Repubblica e trasmesso alla Camera. L'obiettivo è approvarlo entro la fine del 2026 per farlo entrare in vigore il 1° gennaio 2027. Durante l'esame in Parlamento può ancora cambiare.

Quanto costa

L'autorizzazione biennale si paga così:

VoceImporto
Per apparecchio200 €
Per sala1.000 €
Per gioco offerto2.000 €
Per piattaforma online10.000 €

A questi costi si aggiunge l'imposta sugli intrattenimenti, calcolata su un imponibile fisso: 15.000 euro l'anno per ogni apparecchio o postazione, 25.000 euro per i grandi simulatori. Con l'aliquota dell'8% indicata nella relazione tecnica, significa circa 1.200 euro l'anno a postazione, e 2.000 euro per i simulatori più grandi. L'imposta non dipende dall'incasso della sala.

Un esempio dà l'idea del peso: una sala con 30 postazioni, tre giochi e una piattaforma di gestione pagherebbe per l'autorizzazione biennale 23.000 euro (6.000 per gli apparecchi, 1.000 per la sala, 6.000 per i giochi e 10.000 per la piattaforma). A questi si somma l'imposta: 30 postazioni a circa 1.200 euro l'anno fanno circa 36.000 euro l'anno.

Cosa cambia

La norma modifica l'articolo 110 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza e definisce le sale LAN come locali dedicati ai videogiochi di pura abilità e intrattenimento, senza vincite in denaro, a cui si accede tramite piattaforme online. Rientrano anche console e simulatori.

  • Autorizzazione: aprire una sala e installare gli apparecchi richiede un'autorizzazione dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM), valida due anni.
  • Dimensione minima: almeno 20 apparecchi o postazioni, in un locale dedicato, senza altri apparecchi da gioco.
  • Minori: possono entrare, ma giocano solo titoli adatti alla loro età secondo la classificazione PEGI o equivalente.
  • Scommesse: vietate.
  • Tempo: la sala deve far percepire lo scorrere del tempo.
  • Dati: la cronologia online dei computer va conservata per almeno cinque anni.
  • Licenze dei giochi: servono licenze d'uso adatte a locali aperti al pubblico.
  • Tornei: il contributo dell'ADM per i controlli non può superare l'8% delle quote di partecipazione.

Le sale già aperte

Non devono chiudere subito. Entro 60 giorni dall'entrata in vigore presentano una dichiarazione con sede, dimensioni, licenza di pubblica sicurezza, numero di apparecchi e postazioni, piattaforme e giochi offerti. Possono continuare pagando l'imposta, fino al sessantesimo giorno dopo i provvedimenti attuativi dell'ADM, che devono arrivare entro otto mesi.

Le stime del governo

La relazione tecnica prevede circa 200 sale nel 2027, con 4.000 postazioni, e circa 2.300 a regime dal 2028, una per ogni comune sopra i 5.000 abitanti, con circa 46.000 postazioni. Da qui l'incasso stimato dell'imposta: circa 4,8 milioni di euro nel 2027 e 55,2 milioni nel 2028, a cui si aggiungono i diritti di autorizzazione (oltre un milione nel 2027 e oltre dieci milioni l'anno dal 2028). Sono previsioni, costruite su ipotesi sul numero di sale, e la stima di una sala per comune è un'assunzione del documento, non un dato.

Cosa resta da chiarire

Le condizioni per rilasciare, sospendere o revocare le autorizzazioni, le regole sui tornei e i requisiti tecnici di piattaforme, giochi e sale saranno stabiliti in un provvedimento successivo dell'ADM. Il testo dell'articolo, inoltre, rimanda a una tariffa allegata per l'aliquota senza riportarla in cifre: l'8% viene dalla relazione tecnica.