Il Voucher Digitalizzazione PMI 2026 è il bando della Regione Piemonte e di Unioncamere Piemonte che finanzia, a fondo perduto, i progetti di trasformazione digitale delle imprese piemontesi. È alla terza edizione, ha una dotazione di 19,2 milioni di euro (18 milioni dal programma regionale FESR 2021-2027 e 1,2 milioni dalle Camere di commercio) e apre le domande il 22 ottobre 2026. Prima di sperare nel contributo, però, c'è una cosa da sapere: tra gli ambiti ammessi non figura il sito web, e le spese di pubblicità sono escluse.

Al 1 ottobre 2026 la pagina della Regione indica il bando in fase di pre-informazione, ma il testo è già pubblicato: la misura è stata approvata con la D.G.R. n. 17-2688 del 15 giugno 2026 e la determinazione dirigenziale n. 328 del 20 luglio 2026, e le FAQ di Unioncamere Piemonte sono aggiornate al 28 settembre.

Il bando in numeri

VoceCosa prevede
Contributo65% micro imprese, 60% piccole, 50% medie
Voucherda 4.000 euro (micro) o 5.000 euro (piccole e medie) fino a 25.000 euro
Investimento minimo (esempio del bando)circa 6.154 euro (micro), 8.333 euro (piccole), 10.000 euro (medie)
Premialità+5 punti per i progetti collaborativi; +1 punto con una premialità soggettiva, fino a +2 con più premialità
Domandedal 22 ottobre (ore 11:00) al 15 dicembre 2026 (ore 16:00)
Precaricamentodal 12 ottobre 2026, ore 11:00
PiattaformaReStart di Infocamere
Regimede minimis

Le premialità riguardano il rating di legalità, la presenza rilevante di donne o giovani nel capitale sociale, la certificazione di parità di genere e lo status di startup innovativa o PMI innovativa. I contributi vengono erogati senza ritenuta d'acconto.

Chi può partecipare

Il bando si rivolge a micro, piccole e medie imprese secondo la definizione europea, che comprende anche le attività professionali. I requisiti principali:

  • sede legale o unità operativa in Piemonte, impresa attiva e produttiva
  • codice ATECO ammissibile
  • DURC regolare e, per chi è obbligato all'iscrizione al Registro Imprese, diritto annuale camerale in regola negli ultimi tre anni (oltre 100 euro di mancati pagamenti la domanda è respinta)
  • test di autovalutazione SELFI4.0 compilato negli ultimi 12 mesi, con report firmato digitalmente
  • nessun contributo a fondo perduto ricevuto dai bandi Voucher digitalizzazione PMI 2023 e 2024
  • una sola domanda per impresa

Come capire se sei micro, piccola o media impresa

La dimensione decide la percentuale di contributo, e si calcola con i criteri europei:

CategoriaOccupatiFatturato annuooppure totale di bilancio
Micro impresameno di 10fino a 2 milioni di eurofino a 2 milioni di euro
Piccola impresameno di 50fino a 10 milioni di eurofino a 10 milioni di euro
Media impresameno di 250fino a 50 milioni di eurofino a 43 milioni di euro

Il numero di occupati è obbligatorio; per la parte economica basta rispettare il fatturato oppure il totale di bilancio (per le medie imprese il limite è 50 milioni di fatturato o 43 di bilancio). Per le imprese associate o collegate ad altre valgono regole specifiche, spiegate nella guida europea alla definizione di PMI richiamata dal bando.

Cosa finanzia

Le spese ammesse sono di tre tipi: beni e servizi strumentali (compresi dispositivi e connessione), consulenza e formazione. Consulenza e formazione insieme non possono superare il 30% del progetto. Tutte devono servire "principalmente e primariamente" a introdurre almeno una di queste tecnologie:

  • cloud e calcolo avanzato
  • sicurezza informatica e continuità operativa
  • intelligenza artificiale: riconoscimento di immagini per controllo qualità, elaborazione del linguaggio e automazione documentale, AI predittiva per manutenzione o domanda, AI generativa applicata ai processi aziendali
  • analisi dei dati (big data) legata ai processi produttivi o gestionali
  • gestionali integrati (ERP, MES, PLM, SCM) e sistemi di tracciamento
  • CRM, cioè la gestione dei rapporti con i clienti
  • Internet delle cose e sensoristica
  • realtà aumentata, realtà virtuale e ricostruzioni 3D
  • stampa 3D, robotica avanzata, calcolo ad alte prestazioni
  • blockchain, sistemi fintech come lo scambio elettronico di dati (EDI)
  • geolocalizzazione per logistica e flotte
  • sistemi per l'esperienza del cliente in negozio
  • e-commerce, ma solo se collegato esclusivamente a un'altra tecnologia dell'elenco

Cosa non rientra: sito web, pubblicità e promozione

Il sito web non figura nell'elenco degli ambiti ammessi. Per l'e-commerce il bando è esplicito: è ammesso solo se "collegato esclusivamente a un'altra tecnologia dell'elenco". Il testo non fa esempi, quindi in caso di dubbio conviene scrivere a Unioncamere Piemonte prima di impegnare soldi.

Sono espressamente escluse:

  • le spese di pubblicità, anche sui mass media e sui social
  • le consulenze di "mera promozione commerciale o pubblicitaria" e quelle fiscali, contabili e legali
  • il personale, i lavori in economia, le commesse interne o affidate a imprese con legami societari con il destinatario finale e le spese generali
  • smartphone, beni usati o in leasing, materiali di consumo
  • i beni e servizi di modico valore, con fornitura totale inferiore a 500 euro (IVA esclusa)
  • l'IVA, se detraibile, e la semplice sostituzione di PC o tablet, a meno che non siano indispensabili per un progetto su una delle tecnologie ammesse
  • certificazioni (ISO, EMAS) e servizi per ottenere requisiti obbligatori

Canoni, licenze e abbonamenti sono ammessi per un massimo di due annualità.

Quali fornitori scegliere

Per i soli beni e servizi strumentali, come software e licenze, il bando non pone requisiti specifici al fornitore (serve la dichiarazione sul principio "non arrecare danno significativo all'ambiente", il DNSH). Per consulenza e formazione invece il fornitore deve rientrare in categorie precise: hub dell'innovazione digitale, centri di competenza, parchi scientifici e centri di ricerca, incubatori certificati, FabLab, Innovation Manager iscritti all'elenco di Unioncamere o certificati UNI 11814, esperti iscritti all'albo del Ministero delle Imprese, Istituti Tecnici Superiori. In alternativa, un fornitore attivo da almeno un anno che dimostri con un'autodichiarazione almeno tre servizi analoghi per clienti diversi negli ultimi tre anni.

Un fornitore non può essere collegato o avere assetti proprietari coincidenti con l'impresa che chiede il voucher.

Come si presenta la domanda

  1. Compila il test SELFI4.0 e firma il report digitalmente.
  2. Chiedi i preventivi ai fornitori e indica nella domanda, per ogni spesa, l'ambito tecnologico di riferimento, la ragione sociale e la partita IVA del fornitore.
  3. Prepara gli allegati: modulo di domanda (con marca da bollo da 16 euro), dichiarazione delle spese con i preventivi, dichiarazione DNSH e, se serve, autodichiarazione del fornitore o delega.
  4. Firma tutto digitalmente (formato CAdES, file .p7m) e carica la pratica su ReStart: dal rappresentante legale o da un intermediario incaricato.
  5. Invia dal 22 ottobre dalle 11:00: l'ordine cronologico conta, e il precaricamento dal 12 ottobre non dà nessun vantaggio.

Le domande sono esaminate in ordine di arrivo. Unioncamere può sospendere lo sportello se le richieste superano il 120% delle risorse e chiuderlo quando i fondi finiscono; le domande che restano fuori vanno in lista d'attesa e vengono istruite se si liberano risorse.

Dopo la domanda

  • Istruttoria entro 120 giorni dalla chiusura dello sportello, con eventuale richiesta di integrazioni via PEC (10 giorni per rispondere).
  • Concessione con l'assegnazione del codice CUP, che dovrà comparire su tutte le fatture.
  • Rendicontazione entro 6 mesi dalla concessione, in un'unica soluzione e in modalità telematica.
  • Liquidazione entro 60 giorni dall'invio della rendicontazione.

Per tenere il contributo servono due condizioni: aver speso tra il 70% e il 100% di quanto approvato (sotto il 70% la domanda è revocata per intero) e restare sopra il voucher minimo di 4.000 o 5.000 euro. I pagamenti devono essere tracciabili e fatti dall'impresa: un pagamento in contanti, anche parziale, rende inammissibile l'intera spesa. Dopo l'erogazione restano alcuni obblighi: conservare la documentazione delle spese per 10 anni, tenere i beni acquistati per almeno 3 anni e non delocalizzare la sede dell'intervento per 5 anni dalla rendicontazione, pena la restituzione del contributo.

Gli errori più comuni da evitare

  • Comprare prima della domanda: le spese precedenti non contano.
  • Presentare un progetto che non riguarda nessuna tecnologia dell'elenco: il bando richiede almeno una tecnologia tra quelle dell'articolo 5.
  • Dimenticare il SELFI4.0 o farlo più di 12 mesi prima.
  • Dimenticare che chi ha già preso il voucher nel 2023 o nel 2024 è escluso.
  • Pagare in contanti o con un conto che non è dell'impresa.
  • Fatture senza il CUP (o senza il codice domanda, prima che il CUP sia assegnato) o intestate a soggetti diversi dal beneficiario.
  • Scegliere un consulente senza i requisiti dell'articolo 6 del bando.

Cosa significa per la tua attività

Il bando finanzia l'adozione di tecnologie digitali avanzate tra quelle elencate all'articolo 5: per esempio gestionali integrati, CRM, sicurezza informatica, cloud, analisi dei dati o soluzioni di intelligenza artificiale applicate ai processi. Restano fuori le spese di pubblicità e di mera promozione commerciale, e il sito web non compare tra gli ambiti ammessi.

Se stai valutando un progetto digitale e non sai se rientra, il passaggio giusto è mettere sul tavolo cosa vuoi acquistare e collegarlo a una delle tecnologie dell'elenco prima del 22 ottobre. Per i dettagli vincolanti fa fede il testo integrale del bando e delle FAQ di Unioncamere Piemonte (bandi@pie.camcom.it); questo articolo è informativo e non sostituisce una consulenza sul tuo caso.

Se ti serve un confronto su un progetto digitale per la tua attività, scrivici.

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