L'amministrazione Trump e OpenAI stanno discutendo una possibilità senza precedenti: cedere una quota azionaria della startup al governo federale americano. Non si tratta di un acquisto con fondi pubblici, ma di una struttura più complessa che potrebbe ridisegnare il rapporto tra lo Stato e le grandi aziende AI.

Come funzionerebbe

La struttura proposta da OpenAI prevede una donazione di equity al governo — non una vendita. Le azioni andrebbero a finanziare quello che OpenAI chiama un "Public Wealth Fund": un fondo sovrano dedicato all'intelligenza artificiale, delineato nel documento di policy dell'azienda dell'aprile 2026.

Il fondo investirebbe in asset diversificati a lungo termine. Secondo la proposta, i ritorni potrebbero essere distribuiti direttamente ai cittadini americani — una sorta di dividendo nazionale sull'AI.

Il presidente Trump ha commentato: "Ci sono concetti in cui pezzi potrebbero essere dati al pubblico americano, dove il pubblico americano diventerebbe essenzialmente un partner."

Chi ha proposto l'idea

L'idea non è nata dalla Casa Bianca. È stato Sam Altman, CEO di OpenAI, a portare la proposta all'amministrazione Trump nel 2025 — più di un anno fa. Le trattative sono quindi in corso da tempo, anche se solo ora emergono pubblicamente con maggiore chiarezza.

Perché è una notizia importante

Questo tipo di accordo sarebbe senza precedenti nel panorama tech americano. Il governo USA non detiene tipicamente quote in aziende private — e OpenAI non è una società qualsiasi: è la più valutata del settore AI, con un'influenza crescente su economia, sicurezza nazionale e politica globale.

L'eventuale ingresso del governo come azionista solleva domande su:

  • Governance — chi avrebbe voce in capitolo sulle decisioni strategiche?
  • Indipendenza — OpenAI resterebbe libera di scegliere i propri modelli di sviluppo?
  • Conflitti di interesse — un governo azionista e allo stesso tempo regolatore crea situazioni ambigue

Lo stato delle trattative

A giugno 2026, nessun accordo è stato finalizzato. I termini sono ancora in discussione e soggetti a cambiamenti. Fonti vicine alle trattative confermano che i colloqui sono attivi, ma la strada verso un accordo formale è ancora lunga.

Parallelamente, secondo quanto riportato da NOTUS, l'amministrazione Trump starebbe valutando quote azionarie non solo in OpenAI, ma anche in altre grandi aziende AI — il che suggerisce una strategia più ampia di coinvolgimento governativo nel settore.


Se l'accordo si concretizzasse, cambierebbe il modo in cui il governo americano si relaziona con l'industria AI: da osservatore e regolatore a stakeholder diretto. Una trasformazione con conseguenze difficili da prevedere — sia per l'innovazione che per la geopolitica dell'intelligenza artificiale.

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