Libero Community chiude: addio a Digilander
TL;DR: Il 9 giugno 2026 Libero spegne tutti i servizi di Community: Digilander, WordPress, Spazioinwind, users.libero.it, chat e Cupido. Scadenza per salvare i contenuti: 8 giugno. Libero Mail non è coinvolta — la posta rimane attiva. È la fine di un'era per l'internet italiana.
Chi ha ancora un sito su Digilander ha tre settimane. Poi quei file, quelle pagine, quella fetta di internet italiana scompaiono per sempre.
Cosa chiude e cosa rimane
Il 9 giugno 2026 Libero disattiverà tutti i servizi raccolti sotto il nome "Community":
| Servizio | Stato |
|---|---|
| Digilander (hosting siti web) | Chiude |
| Blog WordPress ospitati da Libero | Chiude |
| Spazioinwind | Chiude |
| Siti su users.libero.it | Chiude |
| Chat di Libero | Chiude |
| Cupido | Chiude |
| Libero Mail | Rimane attiva |
La distinzione è netta e comunicata esplicitamente da Libero: la posta elettronica su libero.it e virgilio.it non è coinvolta. Chi usa Libero solo per la mail non deve fare nulla.
Come salvare i contenuti entro l'8 giugno
La scadenza operativa è l'8 giugno 2026 — un giorno prima della chiusura. Dopo quella data, i file non saranno più accessibili.
Per i siti Digilander: Accedere al pannello di controllo FTP, scaricare tutti i file del sito sul proprio computer. Salvare anche i file di configurazione e le immagini.
Per i blog WordPress di Libero: Dal pannello WordPress: Strumenti → Esporta → Tutti i contenuti. Il file XML generato può essere importato su qualsiasi altra installazione WordPress o piattaforma compatibile.
Per Spazioinwind e users.libero.it: Le procedure variano in base alla tipologia di account. Verificare la comunicazione email ricevuta da Libero o accedere all'area personale del servizio.
Cos'era Digilander
Digilander è stato, nei primi anni 2000, il primo servizio di web hosting gratuito italiano pensato per utenti non tecnici. Prima di WordPress, prima di Blogspot, prima di qualsiasi CMS accessibile — Digilander permetteva di caricare file HTML e renderli disponibili online con un URL del tipo digilander.libero.it/nomeutente.
Per una generazione di italiani, Digilander è stato il primo sito web. La prima esperienza con HTML. Il primo spazio personale su internet. Milioni di pagine di fan site, blog amatoriali, portfolio, raccoglitori di link, pagine di parrocchie e associazioni di quartiere.
Era internet prima che internet diventasse social. Ogni pagina era un progetto — spesso imperfetto, sempre personale.
Perché Libero chiude i servizi Community
Libero non ha pubblicato una motivazione articolata. Le ragioni implicite sono quelle comuni a tutti i servizi di questo tipo:
- Costo di mantenimento dell'infrastruttura per un numero di utenti attivi in costante calo
- Obsolescenza del formato: i siti statici su hosting gratuito sono stati quasi interamente sostituiti dai social network e dalle piattaforme CMS moderne
- Rischi di sicurezza: server con contenuti non aggiornati da anni rappresentano una superficie di attacco non gestita
Digilander aveva già subito una prima riduzione dei servizi nel 2019. La chiusura definitiva nel 2026 è la conclusione di un processo avviato da tempo.
Una chiusura nella storia dell'internet italiana
La chiusura di Digilander non è una notizia tecnica — è un fatto culturale. Quegli URL libero.it/digilander.libero.it contenevano la memoria digitale di una fase della storia di internet che non tornerà.
I siti che non vengono salvati entro l'8 giugno sono persi per sempre — a meno che non siano già stati archiviati da Wayback Machine (archive.org), che negli anni ha indicizzato molte pagine Digilander.
Chi vuole verificare se la propria pagina è già archiviata può cercarla su archive.org prima della chiusura.
Conclusione
La chiusura di Libero Community è l'addio definitivo a un'infrastruttura che ha formato l'internet italiana. Per gli utenti con contenuti attivi: scaricate ora, non aspettate. Per tutti gli altri: è una di quelle notizie che ricordano quanto sia fragile la memoria digitale — e quanto velocemente scompaia.
Fonti: Libero.it comunicazione ufficiale · Punto Informatico · HDblog · Tom's Hardware Italia