Google ha aggiornato la sua documentazione ufficiale dedicata alle SEO scorrette, aggiungendo un elemento nuovo e significativo: il riferimento diretto alla Federal Trade Commission (FTC) come destinatario delle segnalazioni contro i professionisti SEO che usano pratiche fraudolente.
Una mossa che sposta il discorso dalla sfera delle linee guida di Google a quella legale.
Cosa è cambiato nella documentazione
Google ha riscritto la sezione dedicata alle "shady SEO" — le agenzie e i consulenti che usano pratiche scorrette per vendere i propri servizi. La nuova versione:
- Invita esplicitamente a contattare l'FTC in caso di reclami contro SEO fraudolenti
- Mette in guardia sull'uso di tool SEO di terze parti e sulle affermazioni esagerate
- Avverte sulle promesse legate all'AI SEO — riconoscendo il servizio come legittimo, ma segnalando i rischi delle affermazioni irrealistiche
- Ridefinisce cosa significa "non etico" nel contesto SEO: Google indica come non etiche le pratiche di marketing eccessivamente aggressivo che violano le linee guida anti-spam
Perché il riferimento all'FTC è importante
Fino ad oggi, il messaggio di Google sui cattivi professionisti SEO si limitava a dire: "fai attenzione, controlla le referenze, evita chi promette risultati garantiti." Utile, ma senza conseguenze concrete.
Aggiungere l'FTC cambia il tono. Significa che Google considera alcune pratiche SEO non solo contrarie alle proprie linee guida, ma potenzialmente illecite dal punto di vista commerciale — e che esiste un'autorità competente a cui rivolgersi.
Per chi opera in Italia, l'equivalente dell'FTC è l'AGCM (Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato), che si occupa di pratiche commerciali scorrette e pubblicità ingannevole.
L'avvertimento sull'AI SEO
La parte più interessante dell'aggiornamento riguarda l'AI SEO. Google riconosce l'ottimizzazione per motori AI come un'attività legittima — un segnale importante in un settore ancora relativamente nuovo.
Ma allo stesso tempo avverte che molti servizi che si presentano come "AI SEO" fanno affermazioni esagerate difficili da verificare. È una zona grigia in cui è facile vendere promesse impossible da misurare: visibilità su ChatGPT, citazioni su Perplexity, posizionamento nei motori generativi.
Google non dice che l'AI SEO non funziona. Dice che bisogna diffidare di chi vende risultati garantiti in un contesto ancora in evoluzione, dove le metriche di riferimento non sono standardizzate.
Come riconoscere una SEO scorretta
Sulla base delle linee guida aggiornate di Google, questi sono i segnali da tenere d'occhio:
- Promesse di risultati garantiti — nessuna SEO seria può garantire posizioni specifiche su Google
- Tecniche segrete o brevettate — se non spiegano cosa fanno, c'è un motivo
- Prezzi eccessivamente bassi — la SEO seria richiede tempo e competenze
- Accesso all'account richiesto senza spiegazioni chiare — rischio di manipolazioni
- Risultati immediati promessi — la SEO organica richiede mesi, non giorni
- Affermazioni esagerate sull'AI — "ti facciamo comparire su ChatGPT garantito" è un red flag
L'aggiornamento di Google è un segnale che il settore SEO sta maturando — e che le pratiche scorrette non sono più solo un problema etico, ma potenzialmente legale. Per chi fa SEO in modo serio, è una buona notizia: meno rumore intorno, più spazio per chi lavora con metodo e trasparenza.